• A. Del Barone

L’ALLARME PRECOCE DEL COVID-19

Sono tante ormai le prove che dimostrano la connessione di sintomi gastrointestinali e SARS-CoV-2 e la presenza di RNA virale (SARS-CoV-2) non solo nelle feci di individui infetti ma anche nelle acque reflue.


Figura 1. Immagine Sars-CoV-2.

https://www.regione.abruzzo.it/content/coronavirus-abruzzo-dati-aggiornati-al-19-giugno-casi-positivi-3280

ACQUE REFLUE COSA SONO?

Le acque reflue[1], o di scarico, sono le acque domestiche, industriali o agricole impiegate nelle attività umane. Sono ricche di sostanze organiche e inorganiche per cui non possono essere riversate direttamente nell’ ambiente, in quanto, possono arrecare danni sia alla salute che all’ ambiente stesso. Le acque reflue, quindi, devono essere sottoposte a monitoraggio ed a interventi di depurazione. A seconda della normativa D.Lgs 152/06 dello stato sono previste azioni necessarie a mantenere le acque sia superficiali che profonde in buono stato, così da evitare l’inquinamento.

Le normative in atto prevedono un impianto di depurazione: un impianto destinato a trattare le acque reflue in modo tale da decontaminarle. La depurazione prevede diverse fasi nelle quali sono eliminate sostanze tossiche trasformandole in fanghi. Successivamente questi subiscono ulteriori trattamenti per renderle del tutto privi di materiali dannosi cosi da smaltirli in discariche speciali, impianti di compostaggio oppure sono utilizzati in agricoltura.

Oltre all’ impianto di depurazione la normativa prevede che si adoperino scarichi, che, secondo l art.74 del D.Lgs.152/06 sono immissioni di acque reflue in acque superficiali: suolo, sottosuolo e nella rete fognaria, indipendentemente dalla natura dell'inquinante. Le acque reflue si suddividono in:

- Acque reflue domestiche: provengono da attività domestiche e vi sono presenti metaboliti umani

- Acque reflue industriali: ovvero qualsiasi tipo di acqua proveniente da edifici che svolgono attività commerciali o di produzione di beni

- Acque reflue urbane: miscuglio di acque domestiche, industriali e meteoriche

- Acque reflue industriali: assimilabili alle domestiche ma provenienti da installazioni commerciali (negozi)


Figura 2. Impianto di depurazione di Nosedo, Milano

https://www.valledeimonaci.org/depuratore-di-nosedo-milano/

LE EVIDENZE

Appena è stata confermata la presenza del coronavirus all’interno delle feci di pazienti affetti da malattia sono stati condotti degli studi sulle acque reflue.

Il primo studio[2] condotto sulla presenza del virus nelle acque reflue è stato effettuato nei Paesi Bassi ad Amsterdam.

Confermata la presenza del virus nelle feci dei pazienti affetti, sono stati prelevati campioni di 10 L di acque reflue una volta a settimana presso l’aeroporto Schiphol di Amsterdam cosi da analizzarle. Risultando sorprendentemente positivi a tracce di RNA virale nelle condotte dell'aeroporto di Amsterdam-Schiphol solo quattro giorni dopo che i Paesi Bassi hanno confermato il primo caso positivo a Covid-19.

Questo esperimento spiega che individui sintomatici, asintomatici o in fase di incubazione che attraversano l’aeroporto, hanno eliminato tramite urine o feci il virus.

In parallelo è stato svolto lo stesso esperimento presso Tilburg (Paesi Bassi), che ha confermato positivamente la presenza di RNA virale nel campione analizzato.

In comuni con un numero di contagiati ridotti Murcia, Cartagena e Molina de Segura in Spagna, in questo caso i campioni analizzati sono risultati positivi addirittura circa 12-16 giorni prima che fossero dichiarati i primi casi di Covid-19.

Uno studio simile condotto a Parigi[3] (Francia) dimostra la stessa identica cosa, ovvero presenza di RNA nelle acque reflue prima che scoppiasse l’epidemia.

Anche in Italia l’Istituto Superiore Sanità, in un rapporto pubblicato il 18 giugno 2020, ha annunciato un nuovo studio ancora in via di pubblicazione: analizzando proprio le acque reflue di Milano e Torino, si è riscontrata addirittura la presenza del RNA virale già da dicembre.


Figura 3. Analisi acque reflue.

http://www.laboratorioanalisidac.it/analisi-acque-reflue/

MONITORAGGIO DEL COVID-19

Il classico screening attualmente utilizzato, ovvero il tampone, si sta dimostrando poco pratico e economicamente limitante. Un potenziale strumento per valutare e gestire la pandemia può essere proprio la sorveglianza delle acque reflue. La valutazione della presenza di RNA virale all’ interno dell’acqua è un tipo di screening sicuramente più veloce ed economico, ma, non può sostituirsi al test clinico.

I limiti dell’analisi delle acque sono:

-l’incapacità di identificare le persone affette da malattia e la loro posizione geografica

-una sottovalutazione o sopravvalutazione di casi infetti

- l’assenza di un protocollo standardizzato a livello internazionale di come effettuare l’analisi dell’acqua

Una soluzione[4] potrebbe essere quella di utilizzare l’analisi delle acque come fase in cui si valuta la circolazione del virus. Successivamente i test clinici individueranno le persone infette nei punti critici rilevati nelle acque reflue. Tuttavia, il rischio per la salute umana associato al ciclo dell'acqua non è ancora ben chiaro poiché l'infettività delle particelle virali nelle acque reflue e nelle feci rimane da confermare, come la trasmissione oro-fecale. Ma in realtà in Italia, da luglio, è partito un progetto tra l’Istituto superiore sanità e 50 strutture territoriali volontarie (Arpa, Asl, IZS, Università). L’ISS[5] ha messo a punto un protocollo per le analisi che andrà rispettato da tutte le strutture in modo da avere dei risultati uniformi su tutto il territorio. Il progetto si svolgerà in due fasi.

- PRIMA FASE: partita nel mese di luglio e si focalizza su una rete pilota di siti prioritari (località turistiche)

- SECONDA FASE: partirà nel mese di ottobre e si focalizzerà sul monitoraggio di aggregati urbani in base agli scenari epidemiologici

Il progetto dunque ci permetterà di acquisire dati sull’andamento epidemico e di riconoscere precocemente futuri focolai.


[1] http://www.arpalazio.gov.it/ambiente/acqua/reflue.htm [2] Lodder W, de Roda Husman AM. SARS-CoV-2 in wastewater: potential health risk, but also data source. Lancet Gastroenterol Hepatol. 2020;5(6):533-534 [3] Wurtzer S, Marechal V, Mouchel JM, Maday Y, Teyssou R, Richard E, Almayrac JL, Moulin L. Evaluation of lockdown impact on SARS-CoV-2 dynamics through viral genome quantification in Paris wastewaters. MedRxiv 2020.04.12.20062679 [4] Hart OE, Halden RU. Computational analysis of SARS-CoV-2/COVID-19 surveillance by wastewater-based epidemiology locally and globally: Feasibility, economy, opportunities and challenges. Sci Total Environ. 2020;730:138875. [5] https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/cs-n%25C2%25B039-2020-studio-iss-su-acque-di-scarico-a-milano-e-torino-sars-cov-2-presente-gi%25C3%25A0-a-dicembre

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