Batteri malinconici: possibile correlazione tra microbiota e depressione.

Aggiornato il: giu 6

Il microbiota è l’insieme di tutti i microrganismi simbiontici che convivono all’interno dell’organismo umano senza danneggiarlo, la sua composizione risulta essere diversa in ciascun individuo [1]. Alcuni ricercatori [2] affermano che esso possa essere considerato un vero e proprio organo metabolico, squisitamente convertito alla nostra fisiologia, che svolge funzioni che noi non siamo in grado di svolgere altrimenti. Per informazioni più dettagliate sul microbiota e sulla sua composizione si rimanda a questo articolo, precedentemente pubblicato.

Microbiota e depressione

Uno dei più intriganti studi sul microbiota è, senza dubbio, quello relativo al suo possibile ruolo nello sviluppo di disturbi depressivi ed ansia. Il microbiota è infatti a stretto contatto con il cervello attraverso il cosiddetto “asse intestino-cervello”, un sistema di comunicazione bidirezionale che permette ai microrganismi intestinali di comunicare con il cervello ed al cervello di mandare segnali all’intestino. Esso è costituito dal sistema nervoso centrale, dal sistema neuroendocrino, dal sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico), del sistema nervoso enterico e dal microbiota [3].


Alcuni studi [4] hanno evidenziato un collegamento diretto tra l’asse intestino-cervello ed uno squilibrio della via ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA). Tale squilibrio porta all’attivazione di alcune citochine (interleuchine 1 e 6) ed innesca il rilascio di cortisolo, eventi entrambi connessi con l’insorgere del disturbo depressivo. L’omeostasi dell’intestino, determinata dalla comunità batterica in essa presente, potrebbe quindi avere un ruolo centrale nella modulazione dell’umore. In uno studio del 2018 [5] è stato riportata la presenza di una correlazione tra elevati livelli di stress (come, ad esempio, l’ansia) e la sindrome del colon irritabile.

Altre ricerche [6], invece, hanno evidenziato che l’introduzione di batteri patogeni, appartenenti al ceppo Campylobacter jejuni, all’interno dell’intestino di topi è in grado di indurre un aumentato livello di stress negli animali sottoposti al trattamento. È stato osservato [7], inoltre, che alcuni ceppi presenti nel microbiota (Lactobacillus e Bifidobacterium) sono in grado di produrre acido gamma-amminobutirrico (GABA), un inibitore chiave nel sistema nervoso centrale coinvolto nella patologia della depressione.

Alcuni ricercatori [8], confrontando i dati relativi alla composizione del microbiota di oltre 1.000 persone con i dati sulla qualità della vita di ciascuno degli individui presi in esame, hanno scoperto che i soggetti che manifestavano disturbi depressivi presentavano bassi livelli di batteri quali Coprococcus e Dialister. Tali ceppi potrebbero essere in grado di produrre dopamina, un neurotrasmettitore i cui livelli sono alterati nelle persone depresse.

Un nuovo target per combattere i disturbi depressivi

Prove crescenti, dunque, suggeriscono che la regolazione del microbiota intestinale potrebbe fornire nuovi interventi contro la depressione e l’ansia. Le ricerche degli ultimi anni, infatti, hanno posto l’attenzione sulle potenzialità di particolari probiotici, rinominati appunto “psicobioti”, nel modulare tipiche condizioni cliniche correlate a stress e depressione. In uno studio apparso [9] sulla rivista Gastroenterology è stato dimostrato che una terapia con Bifidobacterium longum NCC3001 è in grado di ridurre i sintomi del disturbo depressivo in pazienti con la sindrome del colon irritabile. Il probiotico Bifidobacterium Longum 1714, invece, porta ad un abbassamento della risposta al cortisolo, coinvolta nell’ansia, e ad un miglioramento della memoria e dei processi cognitivi [10]. Livelli di cortisolo diminuiti sono stati riscontrati, inoltre, in seguito all’assunzione di una bevanda di latte fermentato, il kefir. Tale bevanda contiene batteri appartenenti al ceppo Lactobacillus casei Shirota ed agisce contro lo stress, aumentando i livelli di serotonina [11].


L’alimentazione, dunque, risulta essere fondamentale. Una dieta mediterranea, che include cibi fermentati, si è dimostrata infatti capace di ridurre il numero di batteri patogeni che causano infiammazione (come, ad esempio, Escherichia coli) e sembra avere un impatto positivo sulla salute mentale. Al contrario, un modello alimentare di tipo “occidentale”, composto da zuccheri, grassi saturi, carne rossa, cibi fritti e basso consumo di frutta e verdura, sembra avere un’incidenza non trascurabile sulla manifestazione di disturbi dell’umore [12]. È giusto menzionare, infine, l’importanza dell’attività fisica. Quest’ultima, infatti, ha una potente azione antidepressiva e promuove una maggiore diversità nella composizione del microbiota [13].



Fonti:


1. Foster JA. “Decoding microbiome research for clinical psychiatry.” Can J Psychiatry. 2020; 65(1):19-20.

2. Fredrik B. et al. “The gut microbiota as an environmental factor that regulates fat storage.” Procedings of the National Academy of Sciences of the United States of America 2004; 101(44).

3. Mayer EA. “Gut feelings: the emerging biology of gut-brain communication.” Nat Rev Neurosci 2011; (12): 453-66.

4. Bastiaanssen TFS et al. “Gutted! Unraveling the role of the microbiome in major depressive disorder.” Harv Rev Psychiatry. 2020; 28(1):26-39.

5. Kim YK, Shin C. “The microbiota-gut-brain axis in neuropsychiatric disorders: pathophysiological mechanisms and novel treatments” Curr Neuropharmacol. 2018; 16(5): 559-573.

6. Lyte M, Varcoe JJ, Bailey MT. “Anxiogenic effect of subclinical bacterial infection in mice in the absence of overt immune activation.” Physiol Behav.1998; (65): 63–68.

7. Barrett E. et al. “Gamma-aminobutyric acid production by culturable bacteria from the human intestine.” J Appl Microbiol 2011; (113): 411–7.

8. Depressione: nuove conferme sul ruolo dei batteri intestinali https://microbioma.it/neuroscienze/depressione-nuove-conferme-sul-ruolo-dei-batteri-intestinali/

9. Pinto-Sanchez MI, et al. “Probiotic Bifidobacterium longum NCC3001 Reduces Depression Scores and Alters Brain Activity: A Pilot Study in Patients With Irritable Bowel Syndrome.” Gastroenterology. 2017;153(2):448‐459.

10. Bifidobacterium longum – 04 (DSM 23233)https://microbioma.it/neuroscienze/bifidobacterium-longum-1714-dimostrati-effetti-su-stress-e-memoria/

11. https://www.microbiologiaitalia.it/batteriologia/gli-psicobiotici-modulano-la-connessione-intestino-cervello/

12. Tracey L. “The Role of the Gut Microbiota in Dietary Interventions for Depression and Anxiety” Advances in Nutrition. 2020; nmaa016.

13. Dinan TG, Cryan JF. The microbiome-gut-brain axis in health and disease. Gastroenterol Clin North Am. 2017;46(1):77-89.

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