• Chiara Cutaia

LA DONAZIONE DI SANGUE: UN ATTO GENEROSO PER LA VITA

Aggiornato il: giu 19


Nel 2004 l’OMS ha istituito la “giornata nazionale del donatore di sangue”.

La data scelta non è casuale e ricorre proprio nel giorno di nascita di Karl Landsteiner, biologo statunitense, che nel 1930 fu insignito di un premio Nobel per aver scoperto la presenza di diversi gruppi sanguigni.

La donazione di sangue è un atto di solidarietà che ogni giorno permette di salvare moltissime vite.

Spesso per cause organiche (come nel caso dell’anemia) oppure esterne (come un’operazione chirurgica) il paziente ospedalizzato si trova a dover essere sottoposto ad una trasfusione di sangue, pertanto è importante che ognuno di noi dia il proprio contributo donando affinché ce ne sia sempre disponibilità per i meno fortunati e per preservarli da conseguenze infauste.

PER QUALI SOGGETTI È UTILE DONARE?

Come accennato in precedenza ci sono delle situazioni patologiche per cui la somministrazione di sangue costituisce un atto terapeutico indispensabile e necessario:

1. interventi chirurgici, trapianti di organo e di midollo osseo;

2. per pazienti affetti da malattie oncologiche ed ematologiche (Es: leucemia, linfomi);

3. in caso di anemia cronica (condizione clinica che si instaura quando l’emoglobina scende al di sotto di 7-8 g/dl a seguito non di eventi acuti come ad esempio un’emorragia ma di una patologia cronica come una malattia infiammatoria intestinale), immunodeficienze (quando il sistema immunitario non è in grado di svolgere pienamente il proprio ruolo), emofilia (patologia che causa un difetto della coagulazione del sangue).

Il sangue può essere somministrato in varie forme e in particolare:

globuli rossi per la cura di diversi tipi di anemia;

piastrine per diverse malattie emorragiche (come ad esempio l’emofilia);

plasma utilizzato in caso di ustioni o tumori del fegato;

plasma derivati come l’albumina, impiegata nella cura di alcune patologie a carico del fegato.

CHI PUO’ DONARE?

Il nostro ministero della salute ha fornito delle linee-guida per indicare i donatori “ideali” (D.M 2/11/2015), che devono rispondere a dei requisiti specifici, che vengono valutati dal medico di turno nel centro trasfusionale di riferimento.

Essi sono:

età compresa tra i 18 e i 65 anni (talora è possibile fino ai 70 anni, previo consenso del medico selezionatore);

• peso corporeo minimo di 50 Kg;

• buono stato di salute generale;

• una pressione sistolica inferiore o uguale a 180 mmHg e una diastolica inferiore o uguale a 100 mmHg;

• una frequenza cardiaca regolare (tra 50 e 100 battiti/minuto);

• Valori di emoglobina nella norma (uguali o superiori a 13,5 g/dL nell’uomo e a 12,5g/dL nella donna).[1]

Inoltre, verrà eseguita un’attenta anamnesi (raccolta di informazioni clinico/sanitarie del donatore).

Oltre ad un’attenta anamnesi ed a un esame fisico obiettivo, prima di poter donare il soggetto viene sottoposto ad un esame del sangue completo per scongiurare rischi per la propria salute e per quella del ricevente ed in particolare:

1. test per la ricerca di anticorpi HbsAg (epatite B);

2. test per la ricerca di anticorpi anti-HCV (epatite C);

3. test per la ricerca degli anticorpi anti HIV;

4. fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto (necessario per capire il gruppo sanguigno del donatore che deve essere compatibile con quello del ricevente);

5. fenotipo Rh (anche questo fenotipo deve essere compatibile con quello del ricevente);

6. creatininemia (un indice di funzionalità renale);

7. glicemia (livelli di zucchero nel sangue);

8. protidemia (valuta le proteine presenti nel sangue);

9. protidogramma elettroforetico (valuta la qualità delle proteine presenti nel sangue);

10. emocromo (valuta la presenza di diversi parametri come: quantità di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine);

11. ferritinemia (valuta la quantità di ferro presente nell’organismo);

12. ALT (valuta la funzionalità del fegato);

13. colesterolemia;

14. trigliceridemia;[2]


Tutte queste valutazioni sono di fondamentale importanza per garantire alti standard di sicurezza e di vigilanza.

CRITERI DI ESCLUSIONE:

Come appena descritto ci sono molti standard da rispettare per essere dei donatori “ideali”, vediamo adesso quali sono i principali criteri di esclusione alla donazione:

Criteri di esclusione permanente a tutela della salute del donatore:

• pregresse neoplasie maligne ed ematologiche;

• soggetti con celiachia che non segua un regime dietetico privo di glutine;

• malattie cardiovascolari;

• soggetti affetti da ipertensione arteriosa e che non seguano un adeguato controllo farmacologico o con danno d’organo;

• malattie organiche del sistema nervoso centrale;

• soggetti che hanno ricevuto un pregresso trapianto;

• soggetti con storia di epilessia;

• soggetti con patologie gastrointestinali, epatiche, urogenitali, ematologiche, immunologiche, renali, metaboliche o respiratorie se presenti in forma attiva, cronica, recidivante o che abbiano permanenti danni d’organo causati dalle affezioni indicate;

• soggetti con diabete in trattamento con insulina.

Criteri di esclusione permanente a tutela della salute del ricevente:

• malattie infettive: epatite B, epatite C, infezione da HIV, sifilide;

• pregresso trapianto di cornea, sclera o dura madre;

• soggetti con storia familiare o personale di: demenza a rapida progressione, malattie neurologiche degenerative;

• i soggetti che hanno soggiornato per più di sei mesi cumulativi nel Regno Unito nel periodo 1980-1996;

• i soggetti che hanno subito intervento chirurgico o trasfusione di sangue o somministrazione di emoderivati nel Regno Unito dal 1980 al 1996;

• sono esclusi i soggetti con uso attuale o pregresso non prescritto di sostanze farmacologiche o principi attivi, comprese sostanze stupefacenti, steroidi od ormoni a scopo di attività sportive, per via intramuscolare (IM), endovenosa (EV);

• soggetti il cui comportamento sessuale abituale e reiterato (promiscuità, occasionalità, rapporti sessuali con scambio di denaro o droga);

• alcolismo cronico.

Criteri di esclusione temporanea:

• glomerulonefrite acuta (malattia infiammatoria dei reni): almeno 5 anni dalla completa guarigione;

• brucellosi (una malattia infettiva): almeno 2 anni dalla completa guarigione;

• osteomielite (processo infiammativo delle ossa): almeno 2 anni dalla completa guarigione;

• tubercolosi: almeno 2 anni dalla completa guarigione;

• febbre reumatica (patologia infiammatoria sistemica): almeno 2 anni dopo la cessazione dei sintomi in assenza di cardiopatia cronica;

• malattia di Lyme (infezione trasmessa dalle zecche): almeno12 mesi dopo la guarigione;

• toxoplasmosi: almeno 6 mesi dalla completa guarigione;

• mononucleosi: almeno 6 mesi dalla completa guarigione;

• febbre > 38°C: almeno 2 settimane dopo la cessazione dei sintomi;

• influenza: almeno 2 settimane dopo la cessazione dei sintomi;

• malaria: i soggetti che hanno vissuto per un periodo di 6 mesi o più (continuativi) in zona endemica in qualsiasi momento della loro vita devono essere sospesi dalle donazioni per almeno 6 mesi dall’ultimo soggiorno di qualsiasi durata in zona ad endemia malarica;

• soggetti che hanno eseguito un esame endoscopico con strumenti flessibili: almeno 4 mesi dall'ultima esposizione alla condizione di rischio;

• contaminazione delle mucose con sangue o lesioni da ago: almeno 4 mesi dall'ultima esposizione alla condizione di rischio;

• tatuaggi o piercing: almeno 4 mesi dall'ultima esposizione alla condizione di rischio;

• agopuntura, se non eseguita da professionisti qualificati con ago usa e getta: 4 mesi dall'ultima esposizione alla condizione di rischio;

• comportamenti sessuali a rischi: almeno 4 mesi dall’ultima esposizione ad una o più delle condizioni di rischio, rappresentate da rapporti eterosessuali/omosessuali/ bisessuali con partner risultato positivo ai test per l’epatite B e/o C e/o per l’AIDS o a rischio di esserlo, con partner che ha avuto precedenti comportamenti sessuali a rischio o del quale il donatore ignora le abitudini sessuali, con partner occasionale o con più partner sessuali, con soggetti tossicodipendenti, con scambio di denaro e droga;

• intervento chirurgico maggiore: almeno 4 mesi in condizioni di recupero dello stato di salute;

• intervento chirurgico minore: almeno 1 settimana dalla completa guarigione clinica;

• durante la gravidanza o almeno 6 mesi dopo il parto o interruzione di gravidanza;

• vaccinazioni;

• cure odontoiatriche: almeno 48 ore per cure di minore entità da parte di odontoiatra o odonto-igienista;

• in caso di assunzione di farmaci rinvio per un periodo variabile di tempo secondo il principio attivo dei medicinali prescritti;[3]

IN COSA CONSISTE LA DONAZIONE?

La procedura per la donazione di sangue intero dura in media 15 minuti, mentre quella di plasma può arrivare fino a 30 a 60 minuti.

Secondo le linee guida del Ministero della salute viene prelevato un quantitativo di sangue pari a 450g. Prima della donazione non è necessario digiunare, è necessario effettuare una colazione leggera. All’arrivo è necessario compilare un consenso informato alla donazione e un modulo. Seguirà quindi un colloquio con il medico, che giudicherà l’idoneità del donatore. Sarà, poi, un infermiere ad effettuare il prelievo, dopo aver fatto sdraiare il donatore su un lettino e effettuato la disinfezione della cute. L’ago utilizzato è sterile e monouso; viene inserito in una vena, generalmente del braccio non dominante. Il sangue defluirà in una sacca di raccolta, che contiene liquidi anticoagulanti e conservanti, posizionata in basso rispetto al donatore. Prima di rimuovere l’ago l’infermiere riempirà alcune provette per effettuare gli esami previsti dalla legge (come spiegato precedentemente). Si tratta di una procedura controllata e sicura, non vi è alcun rischio di contrarre una malattia infettiva.

Dopo il prelievo generalmente viene offerta una colazione per reintegrare i liquidi persi e garantire un migliore comfort; è consigliato bere molta acqua, mangiare regolarmente e non svolgere attività stancanti e/o rischiose durante le ore successive. In caso di donazione di sangue o di emoderivati al lavoratore spetta una giornata di riposo retribuita, è possibile ricevere, infatti, un foglio di giustifica.[4]

In conclusione, vi invitiamo a donare e vi lasciamo con una citazione di Margaret Chan direttrice dell’OMS dal 2007 al 2017:

“Donare il sangue rappresenta il più grande atto di vita che chiunque può compiere”

[1]http://www.donailsangue.salute.gov.it/donaresangue/dettaglioContenutiCns.jsp?lingua=italiano&area=cns&menu=donazioneSangue&id=5 [2]https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/28/15A09709/sg [3]https://www.avis.it/wp-content/uploads/2016/08/Allegato-III-Criteri-per-la-selezione-del-donatore.pdf [4]https://www.galliera.it/20/58/463/412/domande-frequenti-faq/faq

40 visualizzazioni