• A. Del Barone

Il progetto “Ecofoodfertility”

Mentre oggi il fenomeno Thunberg cresce sempre di più, già da anni l’attenzione sull’ambiente e sui danni da inquinamento ambientale si fa strada nel nostro paese. Un esempio è la nascita di un progetto “Ecofoodfetility” ideata dal dott. Luigi Montano uroandrologo ed esperto in patologia ambientale. Questo progetto è nato in Campania applicato proprio alla rinomata terra dei fuochi tra le provincie di Napoli e Caserta, zona interessata da discariche abusive, abbandono incontrollato e combustione dei rifiuti. Ha l’intento di studiare la correlazione esistente tra l’inquinamento atmosferico ed il preoccupante incremento di patologie cronico-degenerative registratosi negli ultimi decenni. Infatti, attraverso una ricerca multidisciplinare e multicentrica mirata alla salvaguardia della salute umana si è cercato di attuare una prevenzione primaria per evitare l’incremento di tali patologie. L’ obiettivo di questo progetto è proprio valutare il rischio biologico a priori.


Come si è svolto lo studio?

I partecipanti sono stati selezionati tra volontari maschi clinicamente sani in età fertile (18 e 30 anni). I criteri del reclutamento sono:

· Residenza per almeno 10 anni nell’ area di studio

· Esclusione di soggetti con dipendenze da alcool, sostanze stupefacenti e tabacco

· Nessuna esposizione professionale nota a sostanze chimiche tossiche

Inoltre, i partecipanti scelti seguono una dieta sana e praticano almeno 30 minuti di cammino al giorno.

Dopo il periodo di reclutamento condotto da ottobre 2017 a novembre 2018, sono stati analizzati campioni di sperma umano al fine di valutare la possibilità di identificare questa sostanza come primo biomarcatore dell'inquinamento negli uomini sani.

I campioni di sperma del primo gruppo (n= 80 maschi sani) provenivano dall'Ospedale San Francesco d'Assisi di Oliveto Citra-Provincia di Salerno, area a basso impatto ambientale.

I campioni di seme del secondo gruppo (n= 160 maschi sani) provenivano dai comuni appartenenti alla “Terra dei fuochi” dal centro di Medicina Futura (Figura 1).


Figura 1.Aree geografiche della regione Campania(Italia) per il reclutamento. Il cerchio rosso indica la zona di reclutamento ad alto impatto ambientale mentre la verde è a basso impatto ambientale. I punti blu indicano i siti ad alto impatto ambientale riconosciuti dal rapporto dell'Agenzia per la protezione ambientale della Regione Campania (2008). https://www.mdpi.com/1422-0067/21/12/4198/htm

Per la prima volta viene utilizzato lo spermatozoo come biondicatore della salute umana. La qualità e la quantità degli spermatozoi dipende da fattori ambientali, alimentari e in generale dallo stile di vita condotto dal soggetto.Se esposti ad alterazioni ambientali e nutrizionali possono risultare oltre che dimezzati di numero, meno mobili, meno vitali e danneggiati. L’analisi dello sperma umano quindi può sostituire definitivamente le classiche analisi del sangue in quanto è un test più sofisticato per misurare l'esatto livello di inquinamento sulla salute dell'uomo. Consente una diagnosi veloce e accurata del danno pregresso, presente e futuro di eventuali e varie patologie.

Figura 2.Impatto di fattori esterni sullo spermatozoo https://www.intechopen.com/books/spermatozoa-facts-and-perspectives/the-role-of-human-semen-as-an-early-and-reliable-tool-of-environmental-impact-assessment-on-human-he


Composizione proteica degli spermatozoi

Il suo studio[1] si è basato sull’ osservazione delle proteine che compongono lo spermatozoo in particolare due: istoni e protamine. Gli istoni sono proteine che costituiscono la componente strutturale della cromatina (sostanza contenuta nel nucleo composta da DNA e proteine) contenuta nello spermatozoo. Le protamine sono proteine importanti in quanto molto basiche che in un secondo momento sostituiscono gli istoni[2].Queste due proteine sono alla base della fecondazione servono proprio a condensare il DNA in modo tale da essere contenuto in uno spermatozoo che successivamente raggiunge l’ovocita femminile e lo feconda. Le protamine in particolare al momento dell’incontro tra spermatozoo e ovocita permettono al DNA di essere meno compatto e denso in modo corretto. In un uomo in buone condizioni di salute si riscontra una composizione di circa il 15% di istoni e 85% di protamine.

Lo studio “Ecofoodfertility” ha rivelato che tra i giovani residenti nella terra dei fuochi, il 61% aveva solo istoni, il 23% una situazione intermedia e solo il 16 % aveva il giusto rapporto nella composizione proteica degli spermatozoi. Tuttavia, in seguito, è stato notato, che la parte proteamminica non è assente ma legata in modo differente al DNA. Questo diverso tipo di legame è dovuto proprio alla presenza di metalli pesanti come il rame e il cromo che interagiscono con le proteine e possono far sì che ci siano dei cambiamenti strutturali.


Conclusioni

I risultati indicano uno stato di emergenza biologica e le nuove generazioni residenti in queste zone sono ad alto rischio fertilità. Inoltre, lo studio ha permesso di chiarire la causa dell’infertilità degli uomini reclutati. Infatti, sebbene una comune analisi di laboratorio, mostri che la motilità dello spermatozoo non è profondamente alterata, lo studio clinico ha permesso di evidenziare un diverso rapporto tra le due proteine (istone/protamina) influisce al momento della fecondazione causando l’insuccesso.

Qui entra in gioco lo scopo di “Ecofoodfertility”: è necessario salvaguardare sia la salute riproduttiva maschile, che prevenire tutto ciò che in futuro possa compromettere la fertilità ed in generale la salute umana. Da una comune analisi dello spermatozoo che spesso viene fatta in laboratorio la motilità dello stesso non è interdetta, quindi non si spiega l’infertilità. Invece grazie a questo studio si è visto che risulta diversa solo la % di proteine istoni/protamine che influisce solo al momento della fecondazione causando la mancata fecondazione. Qui entra in gioco lo scopo del progetto “Ecofoodfertility” il quale deve cercare di salvaguardare sia la salute riproduttiva maschile, ma anche in secondo luogo, prevenire che tutto ciò in futuro possa compromettere la salute umana in quanto non conosciamo ancora l’evoluzione di questo difetto se da questo possono insorgere patologie anche gravi.

http://www.ecofoodfertility.it/


Fonte:

[1] Lettieri G, D'Agostino G, Mele E, et al. Discovery of the involvement in DNA oxidative damage of human sperm nuclear basic proteins of healthy young men living in polluted areas. “International Journal of Molecular Science “.2020,21, E4198. [2] Dadoune JP. Expression of mammalian spermatozoal nucleoproteins. “Microscopy Research and Technique” 2003;61(1):56-75

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