L’hangover: cosa succede al corpo umano dopo una sbornia

Disidratazione, stanchezza, mal di testa, nausea, sensibilità alla luce e difficoltà a dormire. Questi sono, soltanto, alcuni dei sintomi che caratterizzano il malessere da hangover. Quali sono i fattori fisiologici che causano tali effetti? E quali rimedi è possibile attuare per alleviare l'organismo dai postumi che si verificano il giorno dopo la sbornia?



“Non berrò mai più”. Probabilmente è capitato a tutti di pronunciare questa fatidica frase, la mattina dopo una serata gonfia di alcol e festeggiamenti. In questi casi, infatti, il risveglio si può trasformare in un vero e proprio incubo: la testa che “martella”, lo stomaco in subbuglio, una tristezza cosmica incalzante. Il termine medico per spiegare tale condizione fisiopatologica è “veisalgia” e deriva dall’unione di due parole: “disagio post-dissolutezza” (dal norvegese kneis) e “dolore” (dal greco algia)1. L’hangover, invece, identifica i cosiddetti postumi da sbornia, caratterizzati da una costellazione di effetti spiacevoli, sia fisici che mentali, che si verificano dopo aver ingerito un’elevata quantità di bevande alcoliche2.

Tali effetti, generalmente, iniziano dopo alcune ore dalla cessazione del consumo di alcol, ossia quando la concentrazione di alcol nel sangue (detta BAC, dall’ingleseblood alcohol concentration”) di una persona sta diminuendo. Essi raggiungono il picco nel momento in cui il valore di “BAC” è uguale a zero e possono continuare nelle 24 ore successive. Di fatto, i sintomi di un hangover risultano del tutto simili a quelli che si verificano durante una lieve astinenza da alcol. Anzi, si potrebbe affermare che i postumi da sbornia non siano altro che una mini crisi d’astinenza da alcol. L’etanolo, infatti, incrementa il rilascio di dopamina (neurotrasmettitore coinvolto nei circuiti della gratificazione) e tale evento può far insorgere nell’organismo un forte bisogno di alcol, quando questo viene meno 3-4.

I fattori fisiologici che contribuiscono all’hangover

L’hangover è dunque associato ad una varietà di sintomi, le cui tipologia ed intensità possono variare da persona a persona e da occasione ad occasione. Inoltre, le caratteristiche dei postumi di una sbornia possono differire a seconda della bevanda alcolica consumata e della quantità che è stata assunta. I sintomi riscontrati durante l’hangover sono attribuiti a diverse cause, che possono dipendere dall’azione diretta dell’alcol sul corpo umano, dalla formazione di metaboliti e da altri fattori di varia natura.

1) Effetti diretti dell’alcol

I principali effetti diretti che l’alcol provoca sull’organismo sono:

- Mal di testa

L’intossicazione da alcol provoca vasodilatazione, che può indurre ad una forte emicrania. Essa, inoltre, ha effetti su diversi neurotrasmettitori ed ormoni implicati nella patogenesi del mal di testa come istamina, serotina e prostaglandine5.

- Disidratazione e squilibrio elettrolitico

L’alcol è un diuretico: inibendo il rilascio di vasopressina da parte della ghiandola pituitaria, esso provoca, infatti, un aumento della produzione urinaria. Durante gli hangover si verificano, inoltre, sudorazione, vomito e diarrea. Questo può causare ulteriori perdite di liquidi ed uno squilibrio della concentrazione di elettroliti. La disidratazione porta a sete, debolezza, secchezza delle mucose e vertigini, sintomi tutti comunemente osservati durante i postumi di una sbornia6.

- Disturbi gastrointestinali

L’assunzione di alcol irrita direttamente lo stomaco e l’intestino, causando infiammazione del rivestimento dello stomaco (gastrite). Alti livelli di alcol possono anche produrre “fegato grasso”, ossia un accumulo di trigliceridi ed acidi grassi nelle cellule del fegato. Inoltre, l’alcol aumenta la produzione delle secrezioni pancreatiche ed intestinali. Tutti questi fattori possono portare a dolore nella parte superiore dell’addome, nausea e vomito7.

- Bassi livelli di zucchero nel sangue

Diverse alterazioni del metabolismo del fegato e di altri organi si verificano in risposta alla presenza di alcol nel corpo e possono portare a bassi livelli di zucchero nel sangue (cioè ipoglicemia). Poiché il glucosio è la principale fonte di energia del cervello, l’ipoglicemia può causare affaticamento, debolezza e disturbi dell’umore8.

2) Effetti dei metaboliti dell’alcol e di altre sostanze

Durante il suo metabolismo, l’alcol viene ossidato in un composto estremamente tossico chiamato acetaldeide. L’acetaldeide, legandosi alle proteine e ad altri composti biologicamente importanti, risulta infatti essere molto più tossico e reattivo dell’alcol stesso9.

In aggiunta, i drink di bassa qualità contengono elevate quantità di congeneri (tannini, ammine, metanolo, polifenoli). Molte di queste molecole organiche, prodotte durante il processo di fermentazione delle bevande alcoliche, risultano essere particolarmente difficili da smaltire per il corpo umano11.

3) Altri fattori

Alcuni fattori, pur non avendo un effetto diretto sui sintomi dell’hangover, ne influenzano la gravità. Questi fattori includono l’età, il sesso, la genetica, utilizzo di droghe e/o fumo di sigaretta durante il consumo di alcolici, l’assunzione di cibo limitato12.

Un contributo importante al malessere post-sbornia è, inoltre, dato dal fatto che l’alcol interrompe il regolare ritmo sonno-veglia, diminuendo il tempo trascorso nella “fase REM” (fase di sogno) ed aumentando quello trascorso nella fase di “sonno profondo”. La durata del sonno risulta, quindi, essere più breve e la qualità più scadente13.


Possibili rimedi

Per alleviare i sintomi da sbornia, è possibile attuare i seguenti accorgimenti:

- Reidratazione

Bere acqua prima di andare a letto o durante l’hangover potrebbe attenuare i sintomi associati alla disidratazione quali sete, vertigini, secchezza delle fauci e mal di testa14.

- Utilizzo di farmaci

I farmaci antinfiammatori non steroidei, come l’aspirina o l’ibuprofene, sono proposti come trattamento per il mal di testa. Tuttavia, l’utilizzo congiunto di alcol ed aspirina potrebbe aumentare il rischio di ulcera e di danni al fegato. L’acido tolfenamico, un inibitore della sintesi delle prostaglandine, risulta ridurre il mal di testa, la nausea ed il vomito. Esso, però,

non ha alcun effetto sulla stanchezza15.

Non esiste, quindi, un trattamento realmente efficace contro l’hangover. Bisogna soltanto curare i sintomi ed aspettare che le concentrazioni degli elettroliti tornino a valori normali. Solo il tempo cura i postumi di una sbornia16.

RIFERIMENTI

1) https://www.medicinenet.com/script/main/art.asp?articlekey=34153

2) Stephens R. et al. "A review of the literature on the cognitive effects of alcohol hangover". Alcohol and Alcoholism. 2008; 43 (2):163–70. A review of the literature on the cognitive effects of alcohol hangover

3) Lemon J. et al. “Investigation of the "hangover" effects of an acute dose of alcohol on psychomotor performance”. Alcohol Clin Exp Res. 1993; 17(3):665-8. Investigation of the "hangover" effects of an acute dose of alcohol on psychomotor performance

4) Tornros J, Laurell H. “Acute and hangover effects of alcohol on simulated driving performance”. Blutalkahol. 1991; 28(1):24–30 Acute and hangover effects of alcohol on simulated driving performance

5) Parantainen J. “Prostaglandins in alcohol intolerance and hangover”. Drug and Alcohol Dependence. 1983; 11(3–4):239–248. Prostaglandins in alcohol intolerance and hangover

6) Eisenhofer G. et al. “Vasopressin concentrations during alcohol withdrawal” British Journal of Addiction. 1985; 80(2):195–199. Vasopressin concentrations during alcohol withdrawal

7) Lieber CS. “Medical disorders of alcoholism”. New England Journal of Medicine. 1995; 333:1058–1065. Medical disorders of alcoholism

8) National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism. Alcohol Alert No. 26: Alcohol and Hormones. Bethesda, MD: the Institute; 1994; PH 352 Alcohol and Hormones

9) Sprince H. "Protection against acetaldehyde toxicity in the rat by L-cysteine, thiamin and L-2-methylthiazolidine-4-carboxylic acid". Agents and Actions. 1974; 4(2): 125–30. Protection against acetaldehyde toxicity in the rat by L-cysteine, thiamin and L-2-methylthiazolidine-4-carboxylic acid

10) Min JA. "The application of minerals in managing alcohol hangover: a preliminary review". Current Drug Abuse Reviews. 2010; (2): 110–5. The application of minerals in managing alcohol hangover: a preliminary review

11) Rohsenow DJ, Howland J. "The role of beverage congeners in hangover and other residual effects of alcohol intoxication: a review". Current Drug Abuse Reviews. 2010; 3 (2): 76–9 The role of beverage congeners in hangover and other residual effects of alcohol intoxication: a review

12) Penning R. et al. "The pathology of alcohol hangover". Current Drug Abuse Reviews. 2011; 3(2): 68–75. The pathology of alcohol hangover

13) Walsh JK. et al. “Sedative effects of ethanol at night”. Journal of Studies on Alcohol. 1991; 52(6):597–600. Sedative effects of ethanol at night

14) Wiese JG. et al. "The alcohol hangover". Annals of Internal Medicine. 2000; 132 (11): 897–902 The alcohol hangover

15) Verster JC, Penning R. "Treatment and prevention of alcohol hangover". Current Drug Abuse Reviews. 2010; 3 (2): 103–9. Treatment and prevention of alcohol hangover

16) Pittler MH, Verster JC, Ernst E. "Interventions for preventing or treating alcohol hangover: systematic review of randomised controlled trials". BMJ. 2005; 331 (7531): 1515–8 Interventions for preventing or treating alcohol hangover: systematic review of randomised controlled trials

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