• Iannucci Carmela

I disturbi del sonno del bambino: l’insonnia infantile primaria

Un bambino, che non dorme quanto e come dovrebbe, stravolge i ritmi e la qualità di vita di tutta la famiglia, oltre ad alterare il proprio sviluppo affettivo e cognitivo. A ben vedere, il quadro dell’insonnia infantile primaria si definisce perlopiù nell’insieme di disturbi dell’inizio del sonno e del suo successivo mantenimento.

Le fasi del sonno.

Com’è noto, il sonno è regolato da un ritmo intrinseco biologico, il cosiddetto ritmo circadiano, che regola gli stati di veglia e sonno durante l’arco delle 24 ore. Questo ritmo (circadiano) è generato da un meccanismo di regolazione autonomo presente a livello del sistema nervoso centrale , e si è dimostrato che il bisogno di dormire di un soggetto coincide con il calo serale della sua temperatura corporea, il risveglio e la sensazione di essere riposato, invece, con il rialzo della stessa.

Nell’uomo adulto il ciclo sonno-veglia riconosce tre fasi principali:

1. la veglia;

2. sonno non-REM (Non-Rapid-Eye-Moviment) quello ad onde lente senza movimenti oculari e aiuta a ristorare i tessuti corporei. In questa fase l’elettroencefalogramma (EEG) cambia continuamente, determinando la suddivisione in 4 stadi (S1, S2, S3, S4):

  • gli stadi S1 e S2 sono di sonno leggero e durano rispettivamente 7 min. e 20-25 min.

  • gli stadi S3 e S4, definiti SWS (Slow Wave Sleep), sono di sonno più profondo, e durano rispettivamente di 4 min. e 20-40 min. In particolare, lo stadio S4 ad onde lente è il più difficile da interrompere e rappresenta una delle fasi più ristoratrici del sonno;

Dopo circa 30-45 min dal momento dell‘addormentamento., l’EEG passa dalla fase S1 alla fase S4, terminata la quale inizia un percorso di senso inverso, che può ripetersi per circa 4-6 volte.


3. il sonno REM (Rapid-Eye-Moviment) caratterizzato da movimenti oculari rapidi e funge da “recovery” cerebrale. Questa fase sembrerebbe avere un ruolo importante nella formazione di nuove sinapsi, favorendo il modellamento delle vie neuronali ed il mantenimento funzionale delle stesse. viene anche chiamato “sonno paradosso”, perché l’elettroencefalogramma (EEG) registra un ritmo simile a quello dello stato di veglia.

Sonno fisiologico nell’infanzia.

Rispetto ad un adulto, un neonato dorme circa 16-18 ore al giorno ed il suo periodo di sonno continuativo più lungo in genere non dura più di 2-3 ore. Sino al 4° mese, il sonno infantile rientra unicamente nella fase REM. In seguito, con la comparsa del ritmo circadiano si assiste a cicli di sonno notturni di maggiore intensità. Man mano che il bimbo cresce il numero di ore di sonno si riduce di almeno 2 ore dai 2 ai 5 anni, mentre è intorno ai 6 anni che si manifestano le prime preferenze legate a ritmi biologici individuali.


L’importanza di un buon riposo per i bambini è indubbia. Sicuramente un sonno regolare contribuisce a mantenere la plasticità celebrale e i processi di memorizzazione, determinando un buon sviluppo neuro-comportamentale. Ad esempio, un periodo di sonno dopo un’esperienza di apprendimento sembra essere fondamentale per favorire la memorizzazione, al contrario le alterazioni del sonno-veglia possono avere influenze negative sui processi cognitivi, affettivi e relazionali del bambino.


Inoltre, il disturbo del sonno del bambino può alterare i ritmi dei genitori, che rischiano di andare incontro ad uno stato di privazione del sonno, cui consegue una riduzione delle performance fisiche e mentali, influendo negativamente anche sulla loro capacità di prendersi cura del bambino stesso. Va, tuttavia, rilevato che, poiché spesso l’insonnia del bambino è anche legata ad una risposta inadeguata dei genitori ai richiami del bambino, si può instaurare un circolo vizioso. Pertanto, riconoscere precocemente tali disturbi permette di dare un aiuto concreto al nucleo familiare prima che il problema si cronicizzi, definendo una routine giornaliera positiva e creando un ambiente familiare sereno.


Più specificamente, per trattare l’ insonnia infantile si può agire con interventi comportamentali e farmacologici.


Dal punto di vista comportamentale, può, ad esempio, rivelarsi utile identificare un ambiente idoneo dove addormentarsi, ossia privo di stimoli eccessivi, rispettare orari prefissati per il riposo e regolarizzare le attività prima di andare a dormire. Inoltre, quando arriva la sera, è consigliabile limitare ai bambini l’utilizzo di dispositivi luminosi, come il televisore, lo smartphone o il tablet.

Quando, però, un intervento correttivo comportamentale non basta a risolvere il problema, si deve agire con un approccio terapeutico, somministrando al bambino una sostanza attiva, sia essa un farmaco o una pianta medicinale, a secondo della cronicità e dell’intensità del disturbo del suo sonno.

APPROCCIO TERAPEUTICO FARMACOLOGICO E FITOTERAPICO

Approccio farmacologico

In tutto il mondo sono prescritti e venduti molti prodotti farmaceutici per favorire il sonno infantile, anche se non vi sono molti dati a supporto del loro utilizzo, poiché spesso mancano conoscenze solide sulla loro efficacia e sicurezza.


Come anticipato, vi sono situazioni in cui è potenzialmente indicato l’uso di alcune sostanza attive, al fine di stimolare il sonno nei bambini. Tuttavia, non esiste un ipnoinducente ideale per l’età pediatrica: mentre viene escluso l’utilizzo di benzodiazepine, clonidine e zolpidem a causa di possibili effetti collaterali importanti, gli antistaminici, invece, risultano essere preferiti dai pediatri, trovando anche un alto grado di accettazione da parte dei genitori.

Spesso questi antistaminici danno un effetto sedativo, che però tende a persistere anche il giorno successivo, causando un perdurante stato di sonnolenza e disorientamento nei bambini. Questi, poi, con il tempo tendono a sviluppare una maggiore tolleranza al farmaco, oltre a secchezza delle fauci, un ispessimento dei secreti bronchiali, stipsi, nausea ed eccitazione paradossa. Pertanto, gli antistaminici negli infanti vanno adoperati sotto stretto controllo medico.

Poi abbiamo la melatonina, impiegata in minor misura rispetto agli antistaminici, a causa di studi di bassa qualità metodologica. E’ noto che questo ormone prodotto dalla ghiandola pineale agisce come sostanza endogena sull’ipotalamo ed ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia, favorendo con una certa efficacia l’addormentamento, sebbene non si conosca molto sul suo profilo di sicurezza. Infatti, una recente review mostra che la melatonina può essere sicura ed efficace nel trattamento sia dei disturbi del sonno primari sia dei disturbi del sonno associati a varie condizioni neurologiche ma anche in questo caso, si evidenzia la necessità di ulteriori studi volti a identificare i neonati e i bambini con disturbi del sonno che trarranno maggiori benefici dal trattamento con melatonina e a determinare le dosi appropriate in base alla gravità e al tipo di disturbo. Tra gli effetti collaterali dell’integrazione di melatonina sono stati registrati casi di bradicardia, ipotensione, nausea, cefalea e possibile esacerbazione di malattie autoimmuni concomitanti.

Approccio fitoterapeutico

Diversamente, il ricorso all’utilizzo di piante medicinali per il trattamento dei disturbi del sonno del bambino ha radici lontane, risalendo a migliaia di anni fa.


Ad esempio, un buon metodo per far rilassare i più piccini può essere quello di affidarsi alle proprietà rilassanti degli oli essenziali di alcune piante specifiche.

Va, però, ricordato che gli oli non vanno mai utilizzati puri sulla pelle. Inoltre, qualora li si volesse utilizzare durante il bagno serale del bambino, si deve tener conto che, poiché gli oli essenziali non si sciolgono in acqua, le loro gocce vanno sempre prima diluite in un altro olio, magari uno delicato come l’olio alle mandorle dolce oppure in detergenti neutri.


Tra le piante a cui la tradizione riconosce un ruolo importante nel trattamento del disturbo del sonno, anche infantile, troviamo la Passiflora, la Melissa, la Camomilla, la Valeriana, l’Escolzia, il Tiglio, il Papavero – non più usato a causa dei suoi ormai noti effetti collaterali – e molte altre ancora.

Alcune di queste piante presentano sul bambino un effetto blandamente sedativo, spasmodico e miorilassante, utile soprattutto quando il disturbo del sonno si accompagna a disturbi organici minori, come coliche e dispepsie.

Millenni di utilizzo empirico e di osservazione degli effetti prodotti da tali piante garantisce una relativa sicurezza nell’uso dei loro estratti, purché siano state eseguite attentamente le norme di buona coltivazione e produzione.

Le piante medicinali vengono usate sia da sole che in combinazione per curare i disturbi del sonno. Ad esempio, ad una pianta, come la Passiflora, a blanda azione sedativa per il trattamento di tensione nervosa, irrequietezza, irritabilità e difficoltà ad addormentarsi, può essere associata la Camomilla, utile per i disturbi gastrointestinali, quali spasmi minori, disturbi digestivi, distensione epigastrica, flatulenza ed eruttazione, e/o la Melissa, indicata anch’essa per irritabilità, disturbi dell’ansia ed insonnia.

A conferma dell’azione sedativa, ansiolitica e spasmolitica di tali piante esistono studi farmacologici sperimentali e clinici.

Prenderemo in esame solo le piante che per indicazione delle monografie e studi clinici pubblicate da ESCOP (Cooperazione scientifica Europea sula fitoterapia), WHO (World Health Organization) e sulla farmacopea europea, in quanto mostrano un profilo di maggiore garanzia in efficacia e tollerabilità nell’età di maggiore incidenza dell’insonnia infantile. Si tratta, specificamente, di Passiflora, Melissa, Camomilla e Valeriana.

LA PASSIFLORA

Suoi principali costituenti sono i flavonoidi glicosidici, i composti fenolici e gli alcaloidi armanici. Tra i flavonoidi troviamo soprattutto i C-glicosidici dell’apigenina e della luteolina, come la quercetina e isovitexina.

Non sono ancora stati identificati con precisione i componenti responsabili della sua attività biologica, che sembra esplicarsi attraverso un’inibizione del legame del 3H-GABA al recettore GABA-A, in vitro non hanno inibito né i recettori degli oppioidi né quelli della serotonina, alpha estrogeno, istamine, neurochine e recettore metabrotopico del glutammato.

Non sono note interazioni, effetti collaterali e/o effetti tossici della passiflora, che produce i suoi migliori effetti dopo una decina di giorni di assunzione regolare.

La dose nell’adulto è di 0,5-2 gr della droga come infuso, nel bambino è proporzionale al peso.

LA MELISSA

I greci ed i Romani l’apprezzavano per le sue capacità di eliminare “tutte le inquietudini del cervello e gli umori melanconici”. Il grande medico arabo Avicenna scriveva che “la Melissa dispone la mente ed il cuore all’allegria”.


Oggi si sa che i principali costituenti delle foglie di Melissa sono oli essenziali, flavonoidi, polifenoli, acidi triterpenici e glicosidi monoterpenici.

L’olio essenziale contiene aldeidi monoterpenoidiche come il geraniale ed il citronellale. Tra i fenilpropanoidi, derivati dall’acido idrossicinnamico, abbiamo l’acido caffeico e l’acido rosmarinico. Tra i flavonoidi abbiamo i glucosidi della luteolina, la quercitina e l’apigenina e tra i terpeni l’acido ursolico e oleanolico.

Questa pianta sembra essere dotata di proprietà sedativa, rilassante, spasmolitica, antivirale, antiossidante, inoltre essa favorisce le funzionalità mnemoniche, come confermato da studi farmacologici e/o clinici (Cognitive Drug Research CDR) ed esplica il meglio del suo effetto dopo una decina di giorni di assunzione regolare.

Della Passiflora non sono note interazioni, effetti collaterali e/o effetti tossici a dosi raccomandate, salvo eventuali fenomeni di idiosincrasia (condizione di ipersensibilità, o di abnorme reattività) individuale, inoltre

La dose nell’adulto è di 2-3 gr di droga in forma di infuso 2-3 volte al giorno, nel bambino è consigliata una dose proporzionale al peso.

LA CAMOMILLA

Si utilizzano due specie di Camomilla, la Matricaria Chamomilla e l’Arthemis Nobilis.

Da entrambe si ottiene lo stesso olio essenziale di colore azzurro, ricco di camazulene, usato fin dall’antichità in concentrazioni variabili dallo 0,4% al 2%.

I costituenti principali della Camomilla sono i sesquiterpeni, l’alpha-bisabolo ed i suoi ossidi e le cumarine, acidi fenolici e tannini.

E’ dotata di proprietà antibatterica, antifungina, antiinfiammatoria, antiulcerativa, antivirale e sedativa, confermate da studi farmacologici e/o clinici.

Sono molto rare manifestazioni allergiche, per cui si può dire che la camomilla possiede un elevato livello di sicurezza.

La dose consigliata è 3 grammi di droga in 150 ml di acqua calda tre o quattro volte al giorno nell’adulto, nel bambino è proporzionale al peso.

LA VALERIANA

La Valeriana agisce inibendo il GABA transaminasi, determinando così un effetto sedativo, ma i componenti bioattivi responsabili dell’azione non sono ancora stati definiti.

Vari studi suggeriscono che alcune delle proprietà farmacologiche di questa pianata medicinale siano dovute all’acido valerenico e all’omobaldrinale. Tali sostanze sembrerebbero influenzare in sede pre e post sinaptica i meccanismi GABA correlati del SNC, alterando il legame delle benzodiazepine ai recettori GABA-A, elevando la concentrazione di GABA nei sinaptosomi, aumentandone il rilascio e inibendo l’uptake.

L’efficacia e la tollerabilità della Valeriana nell’adulto è stata dimostrata in numerosi studi, mentre il suo utilizzo in età pediatrica è fortemente limitato: per l’OMS ne è vietato l’uso al di sotto dei 12 anni, per l’ ESCOP al di sotto dei 3 anni. Quindi è necessario prestare attenzione e seguire il consiglio del medico curante.

La miglior cura per l’insonnia del bambino resta la carezza della mamma…




Fonti:

- ESCOP MONOGRAFIE 2006 Le basi scientifiche dei prodotti Fitoterapici, SHELDON, 2005;

- The use of Farmacotherapy in Tratment of Pediatric Insomnia in Primary Care: Rational Approaches. A Consensus Meeting Summary, Owen, 2005;

- World Health Organizationi. 1999. WHO monografs on selected medicinal plants,

GENEVA, vol 1 ,Flos chamomillae;

- European Pharmacopoeia “Passionflower- passiflora herba” - COUNCIL OF EUROPE

- The Scientific Basis for the Reputed Activity of Valerian - P J HOUGHTON

- Pediatric sleep disturbances and treatment with melatonin – Susanna Esposito et al

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