Perché consigliamo di installare l’app Immuni, nonostante sia una sconfitta del sistema Italia

Aggiornato il: giu 8

Disponibile per tutti nel mese di maggio e come già accennato qui, l’app Immuni consentirà la riduzione e una migliore gestione del contagio se sufficientemente utilizzata (deve essere utilizzata da almeno il 60% degli italiani), sfruttando la tecnologia del contact tracing tramite Bluethooth.


La redazione di INFARMATI pensa che questa applicazione non debba essere screditata e invita tutti i lettori ad installarla.


Il motivo principale per il quale crediamo fermamente nell’adozione di questa applicazione nella profilassi dell’epidemia è che finquando non viene dimostrata l’efficacia e la sicurezza di un vaccino contro la SARS-Cov-2, questa soluzione (a costo 0) può rappresentare una delle armi più potenti per contrastare l’epidemia. Infatti, l’unica misura sicuramente efficace per indebolire il virus è quella del distanziamento sociale e, anche in questo caso, la tecnologia è dalla nostra parte.


Siamo stati già rassicurati sul fatto che questa applicazione rispetterà la nostra privacy, ma nel caso non lo fosse, siamo disposti a perdere parte della nostra privacy per il bene della nostra nazione, o più semplicemente, per il bene dei nostri cari? La risposta è sicuramente soggettiva e dipende da ulteriori dati che ad oggi non sono ancora disponibili.


In realtà, sebbene la privacy sia un tema molto interessante, pensiamo che l’attenzione debba spostarsi su uno dei tanti luoghi comuni che sono stati spazzati via in seguito all’avvento della quarantena. Infatti, si sta realizzando un “sistema di vigilanza” digitale nazionale, in tempi così brevi che sarebbe risultato utopico fino a pochi mesi fa. In altre parole, possiamo affermare che stiamo per fare un passo in avanti per la digitalizzazione della sanità pubblica.

Tuttavia, sebbene crediamo che questa app sia uno dei migliori strumenti nella lotta al COVID19, siamo al contempo delusi dall’ennesima enorme occasione persa e vi spieghiamo il perché. Già nel 2016 (parliamo già di quattro anni fa) il Piano Nazionale Cronicità aveva promosso la sanità digitale come primo strumento utile per la presa in carico del paziente. Ciononostante, ancora oggi, il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) trova grande difficoltà nell’applicazione della digitalizzazione, probabilmente perché ogni regione dovrebbe rivoluzionare completamente il modo di curare i propri pazienti e questo non sempre è facile per le risorse economiche da impiegare e per i mille cavilli burocratici che imprigionano il nostro paese in un limbo "tra il dire e il fare”.

Quattro anni dopo ci siamo resi conto che la minaccia può essere comune e che il prezzo di un bene essenziale (vedi il caso mascherine) deve essere comune e deve essere dispensato “senza badare a spese”. Quale migliore occasione per gettare le basi di un SSN completamente digitale e superare gli ostacoli burocratici che ci attanagliano?

Recentemente, a causa dell’emergenza COVID19, sono state implementate misure in tal senso in maniera estemporanea (ad es. dispensazione di ricette medica tramite comunicazione di un codice, visite mediche a distanza, etc.) e queste potrebbero facilmente perdurare anche a fine epidemia. Inoltre, grazie all’imminente introduzione del 5G, il cittadino potrebbe essere seguito costantemente dal medico di base e ciò comporterebbe l’attuazione di una politica di prevenzione con un livello di efficacia senza precedenti.

D’altra parte, come riporta agendadigitale.eu,

“Il nostro sistema sanitario, così come lo conosciamo, è destinato a scomparire, o per lo meno a cambiare radicalmente. Non è un’affermazione gratuitamente apocalittica e nemmeno necessariamente una cattiva notizia: semplicemente il sistema di welfare europeo ed italiano dovrà essere riformato in modo strutturale per non implodere sotto il peso delle cronicità e dell’invecchiamento della popolazione, ma se lo farà, riuscirà ad accogliere i nuovi bisogni con cui ci confrontiamo.”.

Fonti:

- European Centre for Disease Prevention and Control. Contact tracing: public health management of persons, including healthcare workers, having had contact with COVID-19 cases in the European Union – second update, 8 April 2020. Stockholm: ECDC; 2020.


- Sanità digitale alla svolta “Value Based”: i vantaggi e le sfide etiche https://www.agendadigitale.eu/sanita/sanita-digitale-alla-svolta-value-based-i-vantaggi-e-le-sfide-etiche/

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