“L’occhio rosso” è un sintomo da non trascurare nella lotta al COVID-19

La malattia Covid-19 può dare luogo in alcuni casi ad una sintomatologia simile a quella di altre malattie respiratorie come l'influenza e il raffreddore comune, con tosse secca, febbre, stanchezza; in altri casi si manifesta con sintomi diversi, diarrea, mal di gola, dolori muscolari, naso che cola, iperemia congiuntivale (occhio rosso), fino ad arrivare a difficoltà respiratorie e polmoniti. Inizialmente e generalmente questi sintomi sono lievi, pertanto è possibile non accorgersi subito della loro comparsa. [1]

Dopo che un paziente è esposto alla SARS-CoV-2, il periodo di incubazione dura tipicamente per 1-14 giorni (con una media stimata di 5-6 giorni) prima di sviluppare i sintomi. Secondo la Missione congiunta OMS-Cina sulla malattia di Coronavirus 2019, i segni e i sintomi più comuni in 55.923 casi sono stati: [2]

1. Febbre (87,9%)

2. Tosse secca (67,7%)

3. Fatica (38,1%)

4. Produzione di saliva (33,4%)

5. Respiro corto (18,6%)

6. Mal di gola (13,9%)

7. Mal di testa (13,6%)

8. Mialgia o artralgia (14,8%)

9. Brividi (11,4%)

10. Nausea o vomito (5,0%)

11. Congestione nasale (4,8%)

12. Diarrea (3,7%)

13. Emottisi (0,9%)

14. Congiuntivite o congestione congiuntivale (0,8%)


Poiché la proteina “spike” (la chiave) del nuovo coronavirus (SARS-Cov-2) esercita agonismo per il recettore cellulare ACE2 (apre la porta di ingresso), i ricercatori hanno esaminato i profili di espressione di ACE2 in vari tessuti umani, tra questi anche il tessuto corneale e congiuntivale. Infatti, numerosi studi svolti durante la precedente epidemia SARS hanno già dimostrato che questo recettore è presente tra le membrane oculari. [3,4,5,6]


Un recente studio pubblicato dal gruppo di ricercatori dell'Istituto nazionale per le malattie infettive "Lazzaro Spallanzani", ha scoperto che i fluidi oculari dei pazienti affetti da SARS-CoV-2 possono contenere virus infettivi, e quindi possono essere una potenziale fonte di infezione. Inoltre, hanno osservato che l'interessamento oculare della SARS-CoV-2 può verificarsi nelle prime fasi del decorso della COVID-19, suggerendo che le misure per prevenire la trasmissione attraverso questa via devono essere attuate il più presto possibile.

Tuttavia, uno degli aspetti più importanti di questa ricerca è che l'RNA (frammenti) della SARS-CoV-2 è stato rilevato in tamponi oculari giorni dopo che non era rilevabile nei tamponi nasali. [7]


Il fatto che il virus può rimanere nell’organismo per molto tempo è riscontrabile anche dal fatto che si è dimostrato che il virus permane a lungo anche nelle feci [8].


Sulla base di questi dati, l’analisi del liquido oculare potrebbe risultare un valido ed un ulteriore strumento investigativo nella lotta al COVID-19, sebbene pubblicazioni autorevoli [9] dichiarino che la trasmissibilità del virus attraverso le lacrime sia molto bassa. Infatti, come già discusso in un post precedente, l’immunità al COVID-19 resta ancora poco chiara e l’introduzione di un ulteriore tampone nella routine di identificazione del COVID-19 nel paziente, potrebbe risultare un fattore di facile identificazione e non trascurabile nel processo della ripresa delle attività.

Fonti:

1. Covid-19 attenti alle bufale – Ministero della Salute.

2. Report of the WHO-China joint mission on coronavirus disease 2019 (COVID-19). World Health Organization. 2020

3. Mechanism of the action between the SARS-CoV S240 protein and the ACE2 receptor in eyes - International Journal of Ophthalmology 6(4):783-786

4. Role of the Eye in Transmitting Human Coronavirus: What We Know and What We Do Not Know

5. Spreading SARS-CoV-2 through ocular fluids - Centre for Evidence-Based Medicine, Nuffield Department of Primary Care Health Sciences University of Oxford

6. Expression of SARS coronavirus S protein functional receptor - Angiotensin-converting enzyme 2 in human cornea and conjunctiva - L. Liu et Al.

7. SARS-CoV-2 Isolation From Ocular Secretions of a Patient With COVID-19 in Italy With Prolonged Viral RNA Detection - Francesca Colavita et Al.

8. Prolonged presence of SARS-CoV-2 viral RNA in faecal samples - Yongjian Wu et Al.

9. Assessing Viral Shedding and Infectivity of Tears in Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Patients

51 visualizzazioni