• C. Belmonte

L’uso dei condizionatori nell’era del SARS-CoV-2: rischi per la salute pubblica

Gli impianti di condizionamento rappresentano, nella stagione estiva, baluardi di salvezza per la popolazione mondiale che trova refrigerio nel flusso di aria fresca, tanto nelle abitazioni quanto nei luoghi di lavoro. È noto da sempre che i condizionatori possono essere responsabili di alcune infezioni respiratorie, tra cui la più comune è la legionellosi.[1] Tuttavia, a scatenare preoccupazione tra la popolazione, è uno studio condotto in Cina che ha posto il problema dell’aria condizionata nei luoghi pubblici come potenziale fattore di contagio del nuovo coronavirus, in quanto il flusso di aria all’interno di un ambiente chiuso creerebbe dei moti turbolenti in grado di trasportare il virus, inglobato in particelle piccolissime chiamate aerosol, anche a distanze elevate.[2]


DROPLETS E AEROSOL

È appurato che durante il semplice parlare, respirare o ancor di più tossire o stranutire, l’uomo emetta nell’ambiente circostante delle goccioline respiratorie che prendono il nome di droplets (diametro ≥ 5 µm) oppure aerosol (diametro < 5 μm).[3] [4] Mentre le goccioline più grandi tendono a cadere per via della forza di gravità, quelle leggermente più piccole possono rimanere sospese per aria. Immediatamente dopo che i droplets vengono generati, il contenuto di liquido inizia a evaporare e le goccioline diventano così piccole che il trasporto aereo le influenza più della gravitazione. Tali goccioline, che prendono ora il nome di aerosol, sono libere di viaggiare nell'aria e trasportare il loro contenuto virale per decine di metri da dove hanno avuto origine.[5] Il virus SARS-CoV-2 sembrerebbe, infatti, rimanere nell’aria sospeso fino a 3 ore inglobato in piccolissime goccioline, ma poco si sa sulla reale carica virale posseduta dalle particelle di aerosol.[6] Facendo un confronto col virus dell’influenza, con cui condivide molte cose, sembrerebbe che la capacità infettante del bio-aerosol sia molto contenuta.[7]

In un campione di aria prelevato all’interno di aree ospedaliere piene di pazienti positivi al virus, i campioni di aria erano pressocché puliti, ad eccezione delle aree di transito assai affollate e poco areate in cui la concentrazione era leggermente maggiore. [8]


IL CONTAGIO NEL RISTORANTE IN CINA

Secondo il lavoro pubblicato sulla rivista americana Emerging Infectious Diseases tutte le persone contagiate, secondo i ricercatori, si trovavano sulla traiettoria seguita dall’aria condizionata del ristorante. Il flusso rinfrescante avrebbe quindi agito da veicolo per i droplets/aerosol trasportandoli verso gli altri commensali distanti. Il focolaio si sarebbe innescato a causa di uno dei commensali che, asintomatico, ha infettato gli altri a distanza di oltre un metro grazie alla presenza di forti flussi d’aria come quelli emessi dai condizionatori che hanno reso quei metri di separazione insufficienti. Nonostante ciò, lo studio mostra dei limiti, quali ad esempio l’immissione d’aria esterna molto inferiore a quella prescritta dalle norme UNI, così come l’eccessivo affollamento dei locali e il sollevamento dei droplets/aerosol dovuto all’eccesiva velocità dell’aria mossa dal condizionatore, problema tipico degli impianti realizzati in Cina. [9]


USO RAZIONALE DEL CONDIZIONATORE

Sebbene non ci siano ricerche complete sulla trasmissibilità attraverso aerosol del nuovo coronovarirus, è certo però che in un ambiente chiuso con una scarsa ventilazione esterna il rischio di contagio aumenti considerevolmente.[10] Rimanendo sospese in aria, le particelle di aerosol possono depositarsi sulle superfici nell’ambiente ed essere sottoposte ai moti turbolenti dell’aria condizionata, provocando, come è successo nel ristorante in Cina, il propagarsi per lunghe distanze di particelle virali. L’Istituto Superiore di Sanità, per limitare il potenziale contagio, ha delineato le linee guida sull’uso corretto dei condizionatori nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro.[11] Dal momento che tracce del nuovo coronavirus sono state riscontrate negli impianti di ventilazione di un reparto Covid e all’interno del sistema di aereazione di un bus, la pulizia accurata dei filtri, delle prese e delle griglie di ventilazione rappresenta la raccomandazione più importante.[12],[13] In particolare, nei luoghi di lavoro e nei mezzi pubblici deve essere eliminata totalmente la funzione di ricircolo per evitare l’eventuale trasporto della carica microbica (batteri, virus, muffe, compreso il SARS-CoV-2) nell’aria. Se tale funzione non può essere eliminata, allora il condizionatore deve essere mantenuto spento e bisogna prediligere l’apporto di aria dall’esterno attraverso finestre e balconi. Anche nelle abitazioni è raccomandato pulire regolarmente i filtri dell’aria di ricircolo in dotazione all’impianto/climatizzatore per mantenere livelli di filtrazione/rimozione adeguati. La polvere catturata dai filtri rappresenta un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e funghi, e comunque di agenti biologici. Resta inteso che la costante protezione delle vie respiratorie è il miglior intervento per prevenire l'infezione.[14]

In conclusione, l’aria condizionata può sviluppare vortici di aria che trasportano particelle di aerosol potenzialmente infettive, specie nei luoghi pubblici e a maggiore densità di persone che vi transitano. Per questo motivo, garantire un adeguato apporto di aria pulita dall’esterno, eseguire la corretta pulizia dei filtri e adoperare le opportune misure di protezione delle vie respiratorie e di distanziamento sociale, può garantire una sostanziale sicurezza nella popolazione che si appresta ad affrontare la convivenza col SARS-CoV-2 nei mesi più caldi dell’anno.


Fonti:

[1] Lin H, Xu B, Chen Y, Wang W. Legionella pollution in cooling tower water of air-conditioning systems in Shanghai, China. J Appl Microbiol. 2009;106(2):606‐612. doi:10.1111/j.1365-2672.2008.04031 [2] Lu J, Gu J, Li K, Xu C, Su W, Lai Z, et al. COVID-19 outbreak associated with air conditioning in restaurant, Guangzhou, China, 2020. Emerg Infect Dis. 2020 Jul. https://doi.org/10.3201/eid2607.200764 [3] Anderson EL, Turnham P, Griffin JR, Clarke CC. Consideration of the Aerosol Transmission for COVID-19 and Public Health. Risk Anal. 2020;40(5):902‐907. doi:10.1111/risa.13500 [4] Gruppo di Lavoro ISS Prevenzione e Controllo delle Infezioni, INDICAZIONI AD INTERIM PER UN UTILIZZO RAZIONALE DELLE PROTEZIONI PER INFEZIONE DA SARS-COV-2 NELLE ATTIVITÀ SANITARIE E SOCIOSANITARIE (ASSISTENZA A SOGGETTI AFFETTI DA COVID-19) NELL’ATTUALE SCENARIO EMERGENZIALE SARS-COV-2. [5] Morawska L, Cao J. Airborne transmission of SARS-CoV-2: The world should face the reality [published online ahead of print, 2020 Apr 10]. Environ Int. 2020;139:105730. doi:10.1016/j.envint.2020.105730 [6] van Doremalen N, Bushmaker T, Morris DH, et al. Aerosol and Surface Stability of SARS-CoV-2 as Compared with SARS-CoV-1. N Engl J Med. 2020;382(16):1564‐1567. doi:10.1056/NEJMc2004973 [7] Yan J, Grantham M, Pantelic J, et al. Infectious virus in exhaled breath of symptomatic seasonal influenza cases from a college community. Proc Natl Acad Sci U S A. 2018;115(5):1081‐1086. doi:10.1073/pnas.1716561115 [8] Liu, Y., Ning, Z., Chen, Y. et al. Aerodynamic analysis of SARS-CoV-2 in two Wuhan hospitals. Nature (2020). https://doi.org/10.1038/s41586-020-2271-3 [9] Lu J, Gu J, Li K, Xu C, Su W, Lai Z, et al. COVID-19 outbreak associated with air conditioning in restaurant, Guangzhou, China, 2020. Emerg Infect Dis. 2020 Jul. https://doi.org/10.3201/eid2607.200764 [10] Brosseau L., COMMENTARY: COVID-19 transmission messages should hinge on science, CIDRAP, 16 March 2020 [11] Rapporto ISS COVID-19 • n. 5/2020 Rev. Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2 [12] Bourouiba L. Turbulent Gas Clouds and Respiratory Pathogen Emissions: Potential Implications for Reducing Transmission of COVID-19. JAMA 2020; doi:10.1001/jama.2020.4756 [13] Yang, Xia et al. Transmission of pathogen-laden expiratory droplets in a coach bus. Journal of hazardous materials, vol. 397 122609. 12 Apr. 2020, doi:10.1016/j.jhazmat.2020.122609 [14] Correia G, Rodrigues L, Gameiro da Silva M, Gonçalves T. Airborne route and bad use of ventilation systems as non-negligible factors in SARS-CoV-2 transmission. Med Hypotheses. 2020;141:109781. doi:10.1016/j.mehy.2020.109781

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