Il rosso che ci fa belli: il peperoncino e le sue proprietà dimagranti

In vista dell’estate, dopo un estenuante anno ricco di pranzi veloci al fast-food, cene, feste, banchetti, snack e merende spezza fame, all-you-can-eat da digerire, cocktail di troppo, e perché no, due mesi di lock-down, pieni di mancanza di movimento e voglia di gratificarsi, che hanno inevitabilmente gravato sulle bilance, ci si potrebbe guardare allo specchio e ritrovarsi con qualche chilo di troppo, pancia gonfia e desiderio di una dieta last-minuite. 

Ci si può sentire stressati e depressi ma non bisogna entrare nel panico, perché, Gea, la madre terra secondo gli antichi greci, non ci lascia da soli, ci ha donato tanti piccoli aiuti, tante sostanze benefiche per il nostro organismo e per il nostro peso corporeo, sta a noi riconoscerli e farne buon uso.


Al tal riguardo, sostanza altamente interessante è il Peperoncino di Cayenna (Capsicum Anumm L.), spezia naturale considerata sicura (generally recognized as safe - GRAS), [1]. Ebbene sì, proprio il comune peperoncino, tanto caro ai messicani, è un forte alleato per controllare il nostro peso, a prova del suo potenziale, basti pensare che già gli antichi Aztechi, Maya e Inca ne facevano ampio uso [2]. Esso rientra nella categoria dei cibi brucia grassi, ovvero nella categoria dei cibi termogenici, ovvero i cibi brucia calorie”.


La vostra bocca non andrà a fuoco, dopo aver assunto tale alimento, non dovrete ingerire litri di latte, né tanto meno dovrete dare un grande morso al pane fresco, infatti, sono diverse le modalità di assunzione. Tuttavia, prima di parlarne, andiamo a conoscere più da vicino il nostro piccolo amico rosso.

Tra tutti i componenti del peperoncino quello avente un'azione degna di nota è la capsaicina, sostanza responsabile del peculiare sapore piccante tipico di tale alimento.

La capsaicina (trans-8-metil-N-vanillyl-6nonenamide) è una sostanza cristallina, lipofila, incolore e inodore.


L’azione di questa sostanza è stata osservata in molteplici trials clinici [4-6]. Il meccanismo d'azione è principalmente dovuto alla sua interazione con specifiche proteine, UCP o Proteine Disaccoppianti.


Questa interazione determina, nelle cellule muscolari e in quelle adipose, una maggiore dissipazione di energia sotto forma di calore, e di conseguenza, una maggiore spesa energetica da parte dell’organismo. Inoltre, la capsaicina, promuove il fenomeno di β-ossidazione, ovvero, il consumo dei grassi, incentivando così, il meccanismo di termogenesi e il consumo di calorie [7-9].

In aggiunta, l’integrazione di capsaicina favorisce una riduzione della sensazione di fame, poiché, riduce l’attività di un ormone, Grelina, stimolante l’appetito [10]. In uno studio, pubblicato sulla rivista Physiology & Behavior, è stato constatato che, uomini e donne che avevano assunto circa un grammo di peperoncino rosso, rispetto a persone che non mangiavano regolarmente questo alimento, provavano una minore sensazione di fame, e il loro organismo registrava un maggior consumo di grassi, ottenendo una riduzione del peso corporeo [11].


Infine, la rivista Clinical Nutrition propone un impiego dei capsaicinoidi come coadiuvanti il trattamento di patologie, quali obesità e sovrappeso, poiché migliorano il dispendio energetico del corpo e reprimono l’appetito [12]. In diversi studi, le note attività della capsaicina hanno posto le basi per una nuova strategia terapeutica per la cura di obesità e sovrappeso [13-14].


La capsaicina, purché assunta nelle dosi corrette, non ha evidenziato particolari effetti collaterali, proprio per questo, può affiancare il percorso dietetico in maniera efficace e sicura. Ad alte dosi, però, può risultare irritante le mucose, inoltre, è preferibile, che si astenga dal consumare questa sostanza, chi soffre di disturbi gastrointestinali come reflusso gastroesofageo, morbo di Crohn, diverticolite, gastrite, emorroidi, ecc. È fondamentale informare che l’uso di capsaicina insieme ad alcuni farmaci quali anticoagulanti, antiaggreganti e antinfiammatori potrebbe essere dannoso per il nostro organismo. Non sono note particolari ulteriori interazioni farmacologiche da segnalare [15-16].


Ritornando alla modalità di assunzione, la capsaicina è disponibile principalmente come compressa ma anche capsula e fiala, da sola, o associata ad altre molecole attive (caffeina, bromelina, curcumina e papaina) coadiuvanti il risveglio del metabolismo. Altrimenti, è possibile assumere la capsaicina tramite infuso, disponibile commercialmente, oppure attraverso una preparazione casalinga, filtrando il peperoncino in acqua calda e aggiungendo del dolcificante o del miele, ingredienti che si sposano bene con il peperoncino, poiché attenuano il sapore piccante, oppure si potrebbe addizionare della cannella, considerando che, anche questa nobil spezia, è un piccolo prodigio per la nostra linea (ulteriori informazioni nei prossimi articoli).


Il peperoncino è, anche, un’ottima fonte di vitamina A, B e C (soprattutto quello fresco), ma contiene anche ferro, selenio, potassio, calcio, fosforo e magnesio. È un magnifico antiossidante, migliora il funzionamento dell’apparato circolatorio, e ha eccellenti capacità antidolorifiche [17-18].

Ci si tiene a ricordare che, prima di assumere qualsiasi sostanza, è sempre bene consultare il proprio medico curante, e che non bisogna considerare questi elementi come sostitutivi di un equilibrato regime alimentare. Inoltre, questi accorgimenti sono da associare ad una sana alimentazione, attività fisica e abitudini salutari [19].



Riferimenti

[1] https://www.accessdata.fda.gov/scripts/cdrh/cfdocs/cfcfr/CFRSearch.cfm?fr=182.10

[2]   https://www.peperoncino.org/il-peperoncino/storia/

[3] https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compound/Capsaicin

[4] J. Zheng et al ‟Dietary capsaicin and its anti-obesity potency: From mechanism to clinical implications”

[5] M Yoshioka “Effects of Red-Pepper Diet on the Energy Metabolism in Men”

[6]  P. Manuela et al ‟Effect of capsaicin on substrate oxidation and weight maintenance after modest body-weight loss in human subjects”

[7]  S. Snitker “Effects of novel capsinoid treatment on fatness and energy metabolism in humans: possible pharmacogenetic implications”

[8]  Y. Masuda “Upregulation of uncoupling proteins by oral administration of capsiate, a nonpungent capsaicin analog”

[9]  D. Galimberti, G. Gidaro, V. Calabrese, A. Gelli, S. Govoni “Nutrigenomica ed epigenetica: Dalla biologia alla clinica

[10] Westerterp-Plantenga, “Sensory and gastrointestinal satiety effects of capsaicin on food intake”

[11] M. Ludy and R. Mattes “The effects of hedonically acceptable red pepper doses on thermogenesis and appetite”

[12]  H.C. Reinbach “Effects of capsaicin, green tea and CH-19 sweet pepper on appetite and energy intake in humans in negative and positive energy balance”

[13]  F. Leung “Capsaicin as an Anti-Obesity Drug” 

[14]  J. Zheng “Dietary capsaicin and its anti-obesity potency: from mechanism to clinical implications”

[15] https://www.humanitas.it/enciclopedia/integratori-alimentari/capsaicina

[16]  https://www.drugs.com/npp/capsicum-peppers.html

[17] B. Salehi “Potential Phytopharmacy and Food Applications of Capsicum spp.: A Comprehensive Review”

[18]  M. Reyes-Escogido et al. “Chemical and Pharmacological Aspects of Capsaicin”

[19] http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_191_allegato.pdf

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