Test per il COVID19: il punto sulla situazione

"Abbiamo un semplice messaggio per tutti i Paesi: test, test, test".

Questo è uno dei tweet dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che indica la direzione da intraprendere.

La Commissione Europea non è mancata all’appello e il 18 marzo 2020 ha pubblicato una visione chiara e completa sulle procedure da adottare in tal senso. Innanzitutto, chiarisce i motivi che, seppure sembrino scontati, sono alla base di questo ragionamento e che in sintesi possono essere riassunti in: “Più test si eseguono, migliori saranno le nostre capacità nella gestione l’epidemia.”. Inizialmente, questa affermazione può apparire in contrasto con quanto finora affermato dal Ministro della Salute Roberto Speranza - cioè sottoporre al test solo le persone che presentano sintomi evidenti - ma, non è altro che una premessa. Infatti, nel documento citato si evidenzia che le decisioni dei singoli stati membri devono essere prese in base alle loro risorse disponibili e previste, ovvero basate sui test disponibili e sulle risorse del personale sanitario.

Facciamo un passo indietro e analizziamo quindi, quali sono i test attualmente disponibili per diagnosticare l’infezione da Covid-19.


Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l'OMS attualmente raccomandano la diagnosi COVID19 mediante test molecolari (Real Time PCR per SARS-CoV-2) che rilevano l'RNA del virus SARS-CoV-2, ovvero “il famoso” tampone. Sul sito dell’Istituto Sacro Cuore Don Calabria il dottor Andrea Angheben spiega nel dettaglio come viene effettuato. Il test viene effettuato su due tipi di materiale biologico: l’escreato (il muco/catarro espulso dalle vie aeree inferiori n.d.r.) oppure le secrezioni prelevate con il tampone naso-faringeo, cioè andando a toccare in profondità la gola e le cavità nasali con una sorta di cotton fioc. La prima fase dell’analisi consiste nell’estrazione degli acidi nucleici per individuare la presenza dell’RNA (l’acido ribonucleico) virale. Una volta ottenuto l’RNA dal campione biologico, si procede con la fase definita di screening cioè l’individuazione della presenza di un virus della famiglia dei Coronavirus, di cui il SARS-CoV-2, responsabile dell’infezione COVID-19, fa parte. Se questa fase è positiva, si procede alla ricerca dei marcatori genetici specifici del SARS-CoV-2, cioè di quella parte dell’RNA virale stabile, non sottoposta a mutazioni che caratterizza la specie.



Tuttavia, questi test richiedono laboratori ben attrezzati, personale altamente qualificato e una certa quantità di materiale (ad es. reagenti e bastoncini) per eseguirlo. Attualmente, queste le limitazioni ostacolano la capacità di analisi al di sotto della crescente domanda di diagnostica COVID19 in tutta l'UE. Pertanto, l'accesso a test diagnostici rapidi affidabili potrebbe alleviare la pressione sui laboratori ed espandere la capacità di test per soddisfare le esigenze mediche e di salute pubblica più urgenti.

Ci sono due tipi di test rapidi COVID-19 attualmente in uso o in fase di sviluppo: test diretti per la rilevazione dell'antigene SARS-CoV-2 e test indiretti per la rilevazione degli anticorpi. I test di rilevamento dell'antigene rilevano le componenti virali presenti durante l'infezione in campioni come le secrezioni nasofaringee. I test anticorpali rilevano gli anticorpi che poi compaiono nel siero come parte della risposta immunitaria contro il virus. Sono relativamente semplici da eseguire e interpretare e richiedono quindi una formazione limitata per l'operatore del test.


Test ANTIGENICI rapidi per COVID19

L'organizzazione non governativa FIND elenca dieci test rapidi per il rilevamento dell'antigene SARS-CoV-2 con marchio CE, il che significa che sono conformi alla legislazione UE pertinente, la Direttiva 98/79/CE sugli IVD. Tuttavia, non sono necessariamente disponibili per l'acquisto sul mercato dell'UE, in quanto il produttore può contrassegnarli per l’immissione in commercio presso mercati di paesi terzi o semplicemente perchè non ci sono distributori che vendono questi dispositivi in tutti gli Stati membri.


Test ANTICORPALI rapidi per COVID19

Oltre 60 test rapidi anticorpali con marchio CE sono disponibili sul mercato europeo e si prevede che presto ne arriveranno molti altri. Gruppi di ricerca hanno sviluppato e stanno convalidando test interni di rilevamento degli anticorpi per la SARS-CoV-2 che potrebbero servire come potenziali piattaforme per i test commerciali nel prossimo futuro. Va sottolineato che i test di rilevamento degli anticorpi per la SARS-CoV-2 hanno un'utilità limitata per la diagnosi precoce della COVID-19, poiché possono essere necessari 10 giorni o più dopo l'insorgenza dei sintomi perché i pazienti diventino positivi agli anticorpi rilevabili e perché gli anticorpi persistono a lungo dopo che l'infezione è stata debellata.


In definitiva, siccome questi dispostivi medico diagnostici in vitro (IVD) hanno ottenuto il marchio CE, si può pensare che questi siano pronti a diventare candidati di routine per la diagnosi del Coronavirus.


La dott.ssa Olga Tkachenko, Scientific Policy Officer presso la Commissione Europea, spiega che secondo la direttiva IVD 98/79/CE attualmente vigente, per apporre il marchio CE sui dispositivi diagnostici COVID-19 destinati all'uso da parte di professionisti del settore sanitario, il produttore deve specificare le caratteristiche prestazionali del dispositivo ed auto dichiarare la conformità ai requisiti di sicurezza e di prestazione elencati nella direttiva. Al contrario, gli autotest destinati ad essere utilizzati dai pazienti stessi devono essere valutati anche da un organismo terzo (un organismo notificato). Mentre la maggior parte dei test rapidi con marchio CE sono conformi alla legislazione dell'UE, il gruppo di lavoro ha identificato diversi dispositivi con documentazione fraudolenta, fascicoli tecnici incompleti o reclami non documentati. Alcuni di questi sono stati venduti come presunti auto-test.

Inoltre, la dott.ssa Olga Tkachenko mette in evidenza il fatto che le prestazioni di questi dispositivi possono variare dallo studio delle prestazioni del produttore presentato ai fini del marchio CE alla sede del suo utilizzo e pertanto, la validazione clinica delle prestazioni diagnostiche dei test rapidi per COVID-19 nella vita reale dovrebbe essere effettuata per confronto con un gold standard test in un numero sufficientemente elevato di soggetti della popolazione target prima di introdurli nella routine come test diagnostico a sé stante.


Dopo un'attenta validazione clinica dei test, come immaginate la loro ottimale applicazione sul territorio italiano? Saranno eseguiti presso i centri ospedalieri? presso stand della Protezione Civile? presso le Farmacie?


Fateci sapere la vostra opinione!


Fonti:

1. EU recommendations for testing strategies. Available here

2. European Centre for Disease Prevention and Control. An overview of the rapid test situation for COVID-19 diagnosis in the EU/EEA. 1 April 2020. Stockholm: ECDC; 2020. Available here

3. European Commission. EU Recommendations for testing strategies. 2020. Available here

4. Official Journal of the European Union 2009/108/EC: Commission Decision of 3 February 2009 amending Decision 2002/364/EC on common technical specifications for in vitro -diagnostic medical devices (notified under document number C(2009) 565). Available here

5. Okba N, Muller M, Li W, Wang C, Geurts vanKessel C, Corman V et al medRxiv 2020. SARS-CoV-2 specific antibody responses in COVID-19 patients. Available here

6. Amanat F, Nguyen T, Chromikova V, Strohmeier S, Stadlbauer D, Javier A et al. A serological assay to detect SARS-CoV-2 seroconversion in humans. medRxiv 2020. Available here

7. World Health Organization. Laboratory testing strategy recommendations for COVID-19. March 2020. Available here

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