• Eleonora Tuzi

Tossicità cutanea e terapie oncologiche: i cosmetici che supportano e proteggono la pelle

La tossicità cutanea indotta da farmaci chemioterapici è una vera e propria realtà nosologica (scienza che si occupa della classificazione sistematica delle malattie) e richiede l’intervento di diverse figure professionali tra cui il medico oncologo, il dermatologo, il medico di base ed il farmacista.

Una sinergia polispecialistica di questo tipo permette di supportare la persona in toto anche al di fuori dell’ambiente ospedaliero: si monitora in itinere lo stato di salute della pelle, si può intervenire prontamente nel caso in cui si manifestino effetti collaterali cutanei associati alle terapie e inoltre, attraverso consigli mirati, è possibile educare alla prevenzione partendo dalla semplice detersione quotidiana.[1]

Skincare quotidiana durante la terapia: perché approfondire, conoscerla, consigliarla

Nel periodo in cui si affrontano terapie oncologiche la pelle cambia, la tossicità cutanea indotta da farmaci si manifesta spesso in modo violento con effetti collaterali che riducono notevolmente la qualità della vita poiché rendono difficile lo svolgimento delle normali azioni giornaliere ed addirittura possono portare il medico ad optare per una momentanea sospensione della terapia.

Il cosmetico non va a curare la lesione, ma supporta e protegge la pelle quotidianamente per prevenire o semplicemente ritardare la comparsa di dermatiti ed alterazioni ungueali. Una corretta igiene e adeguate pratiche di detersione seguite da uno skincare idoneo sono un valido strumento sia per aiutare la pelle sia per costruire con il paziente un rapporto di dialogo e fiducia. Educare al prendersi cura della propria pelle è parte integrante della professione di medico e di farmacista e fortunatamente ora sono disponibili per il consiglio prodotti cosmetici che rispettano standard molto elevati di delicatezza e dermocompatibilità.”

Effetti collaterali cutanei associati a terapie oncologiche: quali sono?

I principali effetti collaterali cutanei associati a terapie oncologiche farmacologiche sono profonda secchezza cutanea e xerosi, sindrome mani e piedi con alterazioni ungueali e rush papulo-pustoloso al volto.

Sono collegati al blocco, da parte di alcuni dei farmaci antitumorali utilizzati, del recettore EGFR (Epidermal Growth Factor Recepetor), un recettore coinvolto nei meccanismi di rigenerazione cutanea e di sintesi del film idrolipidico, una peculiare miscela di acidi grassi e sali[2] che come un mantello riveste e protegge la pelle e contribuisce all’idratazione cutanea.[3]

In caso di sindrome mani e piedi alla profonda xerosi si aggiunge l’azione citotossica (ovvero un’azione di distruzione cellulare) dei radicali liberi e dei metaboliti dei farmaci, i quali, escreti attraverso il sudore, si accumulano prevalentemente nello strato corneo del palmo di mani e piedi alimentando ulteriormente il processo infiammatorio cutaneo.[4]

Possono comparire prurito esteso, follicoliti, reazioni allergiche e reazioni di fotosensibilizzazione collegate alla politerapia.

La deplezione del sistema immunitario associato sia allo stress sia all’assunzione di più farmaci e la scarsa capacità di rigenerazione cutanea possono causare l’insorgenza di mucositi del cavo orale (infiammazione della mucosa con possibile comparsa di lesioni dolorose su guance, lingua, palato e gengive) che impediscono la normale alimentazione e contribuiscono a debilitare ulteriormente l’organismo.

La radiodermite è una particolare lesione cutanea che appare nella zona irradiata durante la seduta di radioterapia: simile ad un'ustione può essere estremamente dolorosa, bruciante e pruriginosa, può rendere difficoltosa la vestizione e compromettere la qualità della vita.

In caso di intervento chirurgico, la gestione della cicatrice richiede attenzione quotidiana per mesi sia per prevenire la formazione del cheloide sia per evitare la riduzione della mobilità dell’arto coinvolto (pensiamo ad esempio all’asportazione dei linfonodi ascellari in caso di tumore al seno: il processo di cicatrizzazione del taglio può ridurre, per semplice protezione o per dolore, la capacità rotatoria del braccio).

Cosmesi oncologica: un nuovo approccio

Trattandosi di pelle e di gestione dell’effetto collaterale cutaneo, l’industria cosmetica, si è adoperata per proporre sul mercato prodotti mirati che potessero dare una risposta concreta, donando sollievo ad un disagio profondo. La cosmesi del nuovo decennio si inserisce in ambito sociale e sanitario, interviene in ambiente ospedaliero ed entra direttamente in reparto, si avvale della collaborazione di medici, farmacisti, biologi e cosmetologi per la realizzazione dei cosmetici ed investe in studi clinici a tutela del paziente.

Cosmetici da utilizzare durante le terapie oncologiche: quali scegliere?


Quando si affrontano terapie oncologiche la pelle è fragile e reattiva.

Si devono utilizzare cosmetici contenenti ingredienti altamente dermocompatibili, privi di profumi e di qualsiasi altro allergene, ad esempio gli oli essenziali.

Gli ingredienti maggiormente dermocompatibili utili sia per idratare quotidianamente la pelle sia per lenire il prurito ed il rossore sono gli oli ed i burri vegetali.[5] Tra questi citiamo:

burro di karitè (INCI NAME Butyrospermum parkii butter)

olio di mandorle dolci (INCI NAME Prunus amygdalus dulcis oil)

olio di jojoba (INCI NAME Simmondsia chinensis seed oil)

olio di avocado (INCI NAME Persea gratissima oil)

olio d’oliva (INCI NAME Olea europaea fruit oil)

olio di riso (INCI NAME Oryza satina bran oil)

olio di argan (INCI NAME Argania spinosa oil)

Questi ingredienti contengono una frazione lipidica (parte lipofila) molto simile al sebo fisiologicamente prodotto dalla pelle, ragion per cuisono ben tollerati anche da un tipo di pelle particolarmente sensibile e reattiva. Inoltre, contengono vitamina E ed omega 3, 6 e 9 ad azione antiossidante e lenitiva, rivelandosi utili in caso di prurito e rossore localizzato.

Miscele di oli vegetali sono indicati anche per il trattamento quotidiano di cicatrici: applicati mattino e sera sulla lesione con un leggero massaggio riducono l’infiammazione e possono prevenire l’evoluzione in cicatrice ipertrofica o in cheloide.


Detersione

La detersione richiede tensioattivi delicati non schiumogeni, che tutelino il film idrolipidico la cui sintesi è notevolmente ridotta in caso di terapie oncologiche. In questo caso la chimica è assolutamente necessaria, poiché permette di inserire in formulazione molecole in grado di rimuovere lo sporco rispettando la pelle.

I detergenti formulati per pelli secche e fragili contengono sostanze umettanti quali ad esempio la glicerina (INCI NAME Glycerin), in grado di contribuire all’idratazione poiché trattengono acqua sulla superficie cutanea.

Fonti: [1] Chemotherapy and Skin Reactions - J Exp Clin Cancer Res 2012 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22640460/ [2] NMF and Cosmetology of Cutaneous Hydration - Ann Dermatol Venereol 2002 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11976540/ [3] Xerosis and Pruritus as Major EGFRI-associated Adverse Events - Support Care Cancer. 2016 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26111953/; [4] Palmoplantar Erythrodysesthesia-Like Skin Symptoms in Patients Under Various Chemotherapeutics: Preventive and Therapeutic Options - Skin Pharmacol Physiol. 2014 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24802288/ [5]Anti-Inflammatory and Skin Barrier Repair Effects of Topical Application of Some Plant Oils Int - J Mol Sci 2017 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29280987/

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